L' icona del Beato Claudio

Anche se siamo coscienti che nella nostra cultura e sensibilità artistica l'icona dipinta secondo i canoni della Chiesa orientale non ci è ancora familiare, abbiamo pensato di utilizzare comunque nella Home Page l'icona che i frati minori di Vittorio Veneto hanno fatto preparare in onore del Beato frate Claudio Granzotto.
L'abbiamo scelta per la stessa natura dell'icona, alla quale il gergo dei computer si è ispirato: un'immagine che rimanda a dei significati, a delle esperienze personali che vanno al di là della raffigurazione pittorica, fino al punto di rendere tali realtà presenti e farci entrare in loro comunione.
È quello a cui in definitiva l'arte sacra tende, ma di cui la sensibilità artistica religiosa orientale è fin dall'antichità particolarmente attenta e cosciente.

Senza intenzione di offendere il significato spirituale profondo dell'icona, abbiamo pensato, a fianco del sommario con i rimandi, di usare le parti dell'icona come link per accedere alle pagine che queste richiamano.

Infine, accanto alle chiavi di lettura tentate per le sculture del Beato Claudio, che si possono incontrare in questo sito, vogliamo anche fornire qui di seguito quelle per accostarsi alla presente icona:


La persona del Beato Claudio, asse centrale dell'immagine, indossa il saio e la corda come quelli che l'iconografia francescana riserva a Francesco d'Assisi e ai suoi santi.

L'atteggiamento benedicente ricorda un'espressione familiare a chi si avvicinava a fra' Claudio: "aiuterò e consolerò tutti".

La mano sinistra sostiene un cartiglio con la scritta: "Ho scolpito candide statue dal marmo duro - Lo Spirito Santo ha scolpito me", parole ricavate dal suo detto: "Estrassi dal marmo duro candide statue di Santi, della Vergine, di Cristo. Gesù si degni di formar di me un vero frate minore ora che mi consacro a lui irrevocabilmente..."...

I due angeli alla sommità dell'icona adorano la presenza trinitaria di Dio (i tre raggi che si dividono) che aprendo il cielo discende sotto forma di colomba a posarsi sul Beato Claudio, suo figlio in Cristo, nel quale come per l'Unigenito Figlio si è compiaciuto.

L'immagine della Immacolata Concezione, scolpita per la grotta di Lourdes di Chiampo, è la Sempre Vergine, venerata con particolare volontà dai francescani, segno della capacità che ha l'uomo, fra' Claudio in particolare, di essere spazio che accoglie Dio che si rivela.

Il Volto di Cristo è quello che fra' Claudio dice di aver incontrato nella sua giovinezza e che poi ha ammirato nella Sindone di Torino e scolpito nel "Cristo morto".

A due situazioni rilevanti della vita di fra' Claudio sono dedicati i riquadri alla sinistra e alla destra della figura principale: la sua attività di scultore e di servizio ai poveri. Egli sa bene cosa significhi provvedere un blocco di marmo e togliere tutta la materia che impedisce di vedere il capolavoro che esso contiene.
È questa l'arte che gli ha permesso di vedere nel prossimo, in particolare nei poveri la presenza di Cristo.

I piedi scalzi del Beato Claudio poggiano bene a terra. Questa terra è la medesima sulla quale si erge la Chiesa di Dio, qui rappresentata da due chiese care e significative per il frate scultore: San Francesco e San'Augusta di Vittorio Veneto. In esse fra' Claudio ha vissuto «esperienze mistiche» ben documentate da testimoni che hanno incontrato più volte il Beato mentre trascorreva la notte in preghiera steso sul pavimento.

Lo sfondo oro proietta il Beato dentro la realtà divina dove il tempo e lo spazio sono trasfigurati.

Gli stemmi dell'Ordine Francescano e quello del Vescovo di Vittorio Veneto stanno a dire che il Beato è un dono fatto alla Chiesa pellegrina sulla terra perché il Vangelo venga letto non solo sulla carta stampata, ma anche nelle persone che si sono messe nella mani di Cristo e si sono lasciate scolpire dal Divino Artista.


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