I tre Volti del Cristo
La Giustizia, la Misericordia, l'Amore
(1947)

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Trittico di volti del Cristo ispirati dalla Sacra Sindone. I tre volti rappresentano il Redentore in tre atteggiamenti: la giustizia, la misericordia e l’amore. I primi due sono in gesso, l’ultimo, non terminato, è in plastilina.

L’opera nella vita dell’artista Critica artistica Lettura di fede

Sono gli anni della II guerra mondiale. Fra’ Claudio progetta di recarsi dal papa Pio XII e fargli omaggio dei tre volti scolpiti. Desidera che tali immagini vengano stampate in pagelline, accompagnate da preghiere da lui composte, e diffuse in tutto il mondo.

Per la prima volta, apertamente, fra’ Claudio manifesta il suo desiderio di diffondere la sua preghiera espressa tramite l’arte scultorea. La sua preghiera è universale, appartiene a tutta l’umanità. Fra’ Claudio, per il quale il Volto di Cristo ha rappresentato l’esperienza interiore ed artistica più appassionata della sua vita, sogna di poter diffondere la sua intuizione in tutto il mondo, perché il Cristo che gli si è rivelato e che ha amato, possa divenire la felicità di altri uomini. Da questo suo desiderio si può cogliere in pieno il suo largo respiro interiore, il suo amore che maturato pian piano vuole scavalcare le mura del convento e della fraternità in cui vive per spingersi in tutte le direzione e portare, annunziare Gesù Cristo a tutti gli uomini. Fra’ Claudio, nella maturità della vita si dimostra uomo libero, libero in Cristo.

Egli non lo sa, ma una malattia sta avanzando dentro di sé. È un cancro al cervello che lo porterà in giro di poche settimane all’abbraccio di sorella morte.

I primi sintomi sono dei mal di testa ed una diminuzione di forza negli arti sinistri. È costretto ad abbandonare il lavoro, e così rimane incompleto, nella plastilina il Volto di Gesù Amore, dall’espressione sofferente.

Il sogno di fra’ Claudio di vedere la sua devozione dei tre Volti diffusa in tutto il mondo non si è realizzato, nemmeno dopo la sua morte. La teologia che accompagnava la sua epoca e sulla quale si basavano i messaggi dei tre Volti stava inaspettatamente per evolvere, sotto i grossi stimoli delle crisi dell’evoluzione culturale e di eventi inediti nella storia dell’umanità, dall’enorme peso morale, quali la Seconda Guerra Mondiale e l’assurdo Olocausto del popolo ebreo. Nuove tensioni, ricerche e visioni teologiche avrebbero aperto nuove strade alla vita della Chiesa, ed il momento più espressivo di questo processo  di aggiornamento sarebbe stato il Concilio Vaticano II.

...

Concludendo il cammino sulle orme del Beato Claudio, ci piace tentare la seguente lettura di questi ultimi eventi:
Il Signore chiede a fra’ Claudio, come ad Abramo, la prova per eccellenza della fede: il sacrificio del figlio prediletto. L’artista sacro non vedrà realizzato il suo progetto, anche se natogli dall’amore incondizionato per Dio. Dio ha altri progetti per nutrire il cammino futuro della sua Chiesa. Ciononostante dimostrerà al suo caro figliolo scultore di aver trovato amabile il suo amore donando un segno: la corona di spine rimasta appena abbozzata nel capo del Volto di Gesù Amore, verrà completata da Dio in fra’ Claudio, in quel tumore al cervello che gli aprirà l’abbraccio del Padre.

Fra’ Claudio muore il 15 Agosto 1947, solennità dell’Assunzione di Maria, in quello che viene definito "odore di santità". Anche la gente che l’ha incontrato ha potuto ammirare e proclamare ciò che Dio conosceva bene di questo suo figlio.

I tre volti possono essere benissimo considerati delle icone, e per di più interessantemente accostabili al famoso Signore del mandylion (fazzoletto), ovvero il Cristo acheropita (non fatto da mani d’uomo), antica tipologia di icona diffusa nell’Oriente cristiano quasi sicuramente ispirata anch’essa dalla Sacra Sindone. Ignoriamo se fra’ Claudio conoscesse il mondo dell’arte sacra orientale.

Il trittico è una "Preghiera" di fra’ Claudio: è la "sua Icona" per eccellenza.

"... Le tre opere avrebbero dovute essere riprodotte in marmo ...

Il primo Volto Santo, con il viso scoperto frontalmente e incorniciato dai lunghi capelli raffigura il Cristo nella sua divinità: è il Cristo Re e Santo. Il secondo è la figura di Cristo come Misericordia: il Cristo risorto è ricongiunto al Padre nella volontà dello Spirito Santo, perché Cristo è il "Nuovo Sole" dell’Aurora Pasquale. Il terzo volto è l’immagine della passione, del sacrificio e presenta la sofferenza trascesa e trasfigurata del Divino Disegno, che "segna" la Risurrezione attraverso la Passione e Morte di Nostro Signore.

Questo trittico è davvero una unitaria preghiera solidificata dal talento e dalla dedizione artistica dello scultore."

(Prof. Mariano Apa)

Il desiderio di vedere il Volto di Dio è radicato nel profondo del Cuore umano. Qualsiasi uomo, credente o no, coglie dentro di sé questa sete innata, quasi una nostalgia, velata dalla triste consapevolezza di non poter soddisfare in questa vita tale bisogno. Gli uomini dell’Antico Testamento, anch’essi immersi in tale sentimento, avevano ben chiaro il limite posto dalla Parola di Dio: "...nessun uomo può vedermi e restare vivo." (Es 33,20).

Per il cristiano questo sentimento che pareva essere seminato nel cuore umano solo come invito alla realtà futura, trova il suo appagamento già nella vita terrena. Il volto di Gesù Cristo è il Volto del Padre: "Gli disse Filippo: "Signore mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre." (Gv 14, 8-9). Gesù, così come ci è rivelato dalla Sacra Scrittura è il Volto del Padre, e noi "vediamo" e facciamo esperienza di questo Volto ogni volta che lasciamo incarnare in noi la Parola di Dio. Anche i nostri sensi partecipano alla gioia di questa rivelazione. Fin dai primi tempi della cristianità si è venerata l’immagine riprodotta del Cristo. La fonte più sconvolgente che porta a noi l’immagine di quel corpo è la Sacra Sindone, un’autentica fotografia "scattata" duemila anni fa. Nessun genio umano avrebbe potuto produrre una simile opera. La Sindone da sempre ha ispirato e fissato i canoni di riproduzione artistica del Volto di Cristo, tanto che moltissime antiche raffigurazioni del Redentore, sia nell’Occidente che nell’Oriente cristiano, riportano dei particolari riscontrabili nel Sacro lenzuolo.

Quel volto, maestoso, affascinante e benevolo, tocca il Cuore di chi lo guarda, richiamando alla mente la vicinanza e l’Amore estremo di un Dio che non ha esitato a farsi uomo, e la stupenda dignità dell’uomo del quale Dio ha assunto il volto.

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